Scopri Mocha Mousse. Il colore Pantone del 2025
Il colore
Per il 2025, Pantone ha scelto un colore che incarna calore e raffinatezza: Mocha Mousse.
Questo tono ricco e avvolgente è destinato a diventare un protagonista indiscusso nelle tendenze di design e stile di questo nuovo anno.
Mocha Mousse è un marrone profondo con sfumature calde che ricordano il cioccolato e il caffè. La sua tonalità avvolgente evoca sensazioni di comfort e intimità, rendendolo perfetto per ambienti domestici e spazi pubblici, creando un’atmosfera rilassante ed invitante.
E’ un colore molto versatile che si sposa bene con una vasta gamma di colori, dal bianco puro al blu navy, fino a tonalità più vivaci come il verde smeraldo, il corallo o i colori pastello, ci racconta esperienze e sensazioni rappresentando la connessione con la natura rievocando alla mente immagini di terreni ricchi e caffè appena tostato.
Il colore Mocha Mousse si presta magnificamente anche al mondo degli occhiali, portando un tocco di eleganza e raffinatezza a questo accessorio tanto amato.
Quando si parla di occhiali, il colore gioca un ruolo fondamentale nel definire lo stile e la personalità di chi li indossa. Mocha Mousse, con le sue tonalità calde e avvolgenti, è perfetto per chi cerca un look sofisticato ma al tempo stesso accessibile evocando sensazioni di comfort e familiarità adattandosi a vari stili, dal classico al moderno sia con montature in acetato che in metallo .
Tralasciamo la storia antica degli occhiali che, all’epoca erano destinati solo a chi poteva permetterseli, dal dopoguerra in avanti sono diventati accessibili a tutti e oggetto di moda con forme e colori mai visti prima. L’economia mondiale è rifiorita e con essa anche lo sviluppo industriale quindi vi è una vera e propria rinascita della moda e gli occhiali ne seguono la scia.
Negli anni ’50, gli occhiali diventano un simbolo di stile e personalità, e uno dei materiali più utilizzati per la loro produzione è la celluloide. Questo composto plastico, derivato dalla cellulosa, veniva utilizzato per sostituire l’avorio dalle palle da biliardo e come pellicola fotografica, ma è un materiale perfetto anche per la produzione di occhiali. E’ robusta e si lavora facilmente inoltre è molto più economica rispetto ai materiali usati tradizionalmente come tartaruga, corno, oro o argento.
Offre un’ampia gamma di colori e trasparenze, permettendo ai designer di creare montature uniche e audaci, rendendo gli occhiali non solo eleganti, ma anche pratici per l’uso quotidiano, inoltre, grazie alla sua capacità di essere modellata, si possono realizzare forme piccole e molto decorate come la forma a gatto detta anche Cat eye che determina un vero e proprio stile dell’epoca.
Negli anni ’50, diversi brand di occhiali iniziarono a guadagnare notorietà e a diventare simboli di stile. Tra i più famosi c’erano:
La celluloide ha però un punto debole, è facilmente infiammabile e si deteriora irrimediabilmente quindi il suo utilizzo viene proibito alla fine degli anni 50′.
Gli anni 60′ sono gli anni del boom economico quindi nascono nuovi materiali per la produzione di occhiali, alla celluloide si sostituisce l’acetato di cellulosa che non si deteriora, non si infiamma e che può assumere infinite colorazioni.
Le forme degli occhiali negli anni ’60 erano estremamente varie e spesso audaci. Tra i modelli più iconici vi erano gli occhiali a forma di farfalla, caratterizzati da linee ampie e curve morbide, che esprimevano femminilità e glamour. Questi occhiali erano spesso decorati con dettagli ornamentali e disponibili in colori vivaci, riflettendo l’estetica psichedelica dell’epoca.
Gli anni 70′ sono gli anni della massima sperimentazione sui materiali e sulle forme. Wilheim Anger inventa e brevetta l’Optyl, un polimero sintetico che pesa il 20% in meno rispetto all’acetato, ha una altissima resistenza al calore ed è dotato di un effetto memoria che lo rende stabile. Non si fresa ma si inietta in stampi e da qui prendono il via forme e volumi impossibili da ottenere con la fresatura.
In questi anni iniziano a vedersi i primi occhiali “oversized” dalle forme squadrate e arrotondate ma sempre esageratamente grandi, i più famosi e ricercati erano quelli di Dior, Gucci e Yves Saint Laurent.
Troviamo anche i primi occhiali a mascherina caratterizzati da una forma ampia e avvolgente, erano particolarmente popolari tra i musicisti e i personaggi del mondo dello spettacolo.
Negli anni 80′ le forme si rimpiccioliscono e diventano di tendenza forme ovali e rettangolari ma più piccole e avvolgenti ma è sempre il colore ad ispirare i designer del momento. Le montature erano disponibili in una vasta gamma di colori vivaci, come il fucsia, il blu elettrico, il giallo e il verde ma venivano utilizzati anche i colori pastello specialmente nei modelli più leggeri.
Iniziano a vedersi anche montature con forme geometriche a triangolo o esagono, quadrate, tonde ed anche a forma di cuore alle quali vengono spesso abbinate lenti da sole specchiate nei colori oro, argento, blu o verde che diventano subito un must-have e caratterizzano l’intero decennio.
gli anni 90′ Sono gli anni del “nulla”, tutto diventa trasparente, etereo, essenziale, minimal. Sono gli anni degli occhiali senza montatura, formati solo dal ponte e dalle aste, oppure dalle forme sottilissime in titanio o acciaio per dare il massimo della leggerezza possibile.
Anche il colore è ridotto al minimo, quasi a voler far sparire l’occhiale dal volto e questo è reso possibile grazie ai nuovi materiali utilizzati per le lenti che sono sempre più sottili ed estetiche ma allo stesso tempo molto resistenti.
Il paziente ipovedente ha una riduzione della vista che non può essere corretta con occhiali, lenti a contatto, chirurgia o altri trattamenti convenzionali, questo significa che l’individuo ha una capacità visiva inferiore alla norma, ma non è completamente non vedente.
La condizione di ipovisione può variare da lieve a grave e dipendere da diverse cause come: malattie oculari (retinopatia diabetica, degenerazione maculare, glaucoma) o danni neurologici. L’ipovisione può essere centrale (difficoltà a vedere i dettagli al centro del campo visivo), periferica (ridotta visione laterale) o globale (compromissione di più aspetti della vista, inclusi entrambi i campi centrali e periferici). La gravità può variare ed esistono diverse classificazioni, ma generalmente si parla di ipovisione grave quando la visione non supera i 3/10 con correzione o se la persona non riesce a riconoscere oggetti a distanza ravvicinata.
Le cause dell’ipovisione possono essere diverse e includono sia malattie oculari che condizioni generali che influenzano la vista. Alcune delle cause più comuni includono:
In alcuni casi, l’ipovisione può essere congenita (presente fin dalla nascita), mentre in altri è acquisita nel tempo.
Che differenza c’è tra un paziente ipovedente ed una persona non vedente?
La principale differenza tra ipovedente e non vedente riguarda il grado di perdita della vista. Un ipovedente ha ancora una certa capacità visiva, anche se limitata, mentre una persona non vedente ha una perdita totale della vista. In altre parole, la cecità implica l’assenza totale di percezione visiva, mentre l’ipovisione implica una riduzione parziale della capacità di vedere.
Come si può aiutare un ipovedente a vedere meglio?
Esistono diverse modalità per migliorare la qualità della vita di una persona ipovedente, a seconda del tipo e della gravità della condizione:
Parlare di un paziente ipovedente implica considerare non solo gli aspetti fisici e medici della sua condizione, ma anche le implicazioni psicologiche, sociali ed emotive. Essere ipovedenti significa avere una visione ridotta rispetto alla norma, ma ciò non implica necessariamente l’impossibilità di condurre una vita piena e soddisfacente.
Un paziente ipovedente può affrontare diverse sfide, che variano a seconda del grado di perdita della vista e delle sue condizioni generali. Ecco alcune delle difficoltà più comuni:
Nel nostro centro ottico ci occupiamo di pazienti ipovedenti da moltissimi anni, siamo stati tra i soci fondatori della Società Italiana Ipovisione e siamo costantemente aggiornati su tutto ciò che il mercato offre, se desideri maggiori informazioni puoi contattarci ai numeri 051 234979 oppure 051 220774 www.otticabolognaveronesi.it e fissare un appuntamento.
La contattologia pediatrica è la branca dell’oftalmologia che si occupa dell’uso di lenti a contatto nei bambini, compresi i neonati. Sebbene le lenti a contatto siano generalmente associate ad adulti e adolescenti, in realtà possono essere una valida soluzione anche per i più piccoli, in particolare quando ci sono condizioni che impediscono una visione ottimale con occhiali tradizionali.
Nel caso dei neonati, l’uso di lenti a contatto è una scelta clinica che viene presa in situazioni specifiche, e sempre sotto la supervisione di un oculista esperto. Le principali indicazioni per l’uso di lenti a contatto nei neonati e nei bambini piccoli sono:
L’uso di lenti a contatto nei neonati richiede una vigilanza costante e un follow-up regolare con l’oftalmologo ed il medico oculista. La cura e la pulizia delle lenti a contatto, così come il controllo periodico della salute oculare, sono essenziali per prevenire infezioni o complicazioni.
Sebbene l’uso di lenti a contatto nei neonati sia relativamente raro, è una pratica che può essere estremamente utile in determinate situazioni. La scelta di intraprendere questa strada deve essere fatta in modo attento e dopo una valutazione accurata da parte di un professionista, per assicurarsi che i benefici superino i rischi e che venga garantita la massima sicurezza e comfort al bambino.
Se hai bisogno di ulteriori informazioni contattaci al numero 051 234979 oppure 051 220774 info@otticabolognaveronesi.it
Avere una buona manutenzione dei nostri occhiali da vista e da sole permette di mantenerli in ottime condizioni più a lungo, evitare danni e vederci bene. E’ molto importante usare il metodo giusto per evitare graffi e per ottenere una visione chiara e senza aloni.
Se non hai la possibilità di pulire le lenti con acqua, puoi usare uno spray detergente specifico per occhiali e un panno in microfibra. Ecco come fare:
Seguendo questi suggerimenti, puoi mantenere le tue lenti sempre pulite e in perfette condizioni e se hai bisogno di una pulizia più a fondo, puoi sempre passare da noi che con il trattamento ad ultrasuoni riusciamo a pulire e sgrassare anche le parti più difficili da raggiungere.