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Autore: elke

Occhiali: un po’ di storia

Tralasciamo la storia antica degli occhiali che, all’epoca erano destinati solo a chi poteva permetterseli, dal dopoguerra in avanti sono diventati accessibili a tutti e oggetto di moda con forme e colori mai visti prima. L’economia mondiale è rifiorita e con essa anche lo sviluppo industriale quindi vi è una vera e propria rinascita della moda e gli occhiali ne seguono la scia.

Negli anni ’50, gli occhiali diventano un simbolo di stile e personalità, e uno dei materiali più utilizzati per la loro produzione è la celluloide. Questo composto plastico, derivato dalla cellulosa, veniva utilizzato per sostituire l’avorio dalle palle da biliardo e come pellicola fotografica,  ma è un materiale perfetto anche per la produzione di occhiali. E’ robusta e si lavora facilmente inoltre è molto più economica rispetto ai materiali usati tradizionalmente come tartaruga, corno, oro o argento.

Offre un’ampia gamma di colori e trasparenze, permettendo ai designer di creare montature uniche e audaci, rendendo gli occhiali non solo eleganti, ma anche pratici per l’uso quotidiano, inoltre, grazie alla sua capacità di essere modellata, si possono realizzare forme piccole e molto decorate  come la forma a gatto detta anche Cat eye che determina un vero e proprio stile dell’epoca.

Negli anni ’50, diversi brand di occhiali iniziarono a guadagnare notorietà e a diventare simboli di stile. Tra i più famosi c’erano:

  1. Ray-Ban: Fondato nel 1937, Ray-Ban divenne molto popolare negli anni ’50, soprattutto grazie al modello Aviator creato per un aviatore americano che aveva la necessità di schermare la luce accecante alla guida del suo aereo.
  2. Persol: Questo marchio italiano era noto per i suoi occhiali di alta qualità e il design elegante. I modelli Persol divennero particolarmente popolari tra le celebrità.
  3. Bolle: Sebbene più noto per gli occhiali sportivi, Bolle iniziò a guadagnare terreno nel mercato degli occhiali da sole.

La celluloide ha però un punto debole, è facilmente infiammabile e si deteriora irrimediabilmente quindi il suo utilizzo viene proibito alla fine degli anni 50′.

 

Gli anni 60′ sono gli anni del boom economico quindi nascono nuovi materiali per la produzione di occhiali, alla celluloide si sostituisce l’acetato di cellulosa che non si deteriora, non si infiamma e che può assumere infinite colorazioni.

Le forme degli occhiali negli anni ’60 erano estremamente varie e spesso audaci. Tra i modelli più iconici vi erano gli occhiali a forma di farfalla, caratterizzati da linee ampie e curve morbide, che esprimevano femminilità e glamour. Questi occhiali erano spesso decorati con dettagli ornamentali e disponibili in colori vivaci, riflettendo l’estetica psichedelica dell’epoca.

Gli anni 70′ sono gli anni della massima sperimentazione sui materiali e sulle forme. Wilheim Anger inventa e brevetta l’Optyl, un polimero sintetico che pesa il 20% in meno rispetto all’acetato, ha una altissima resistenza al calore ed è dotato di un effetto memoria che lo rende stabile. Non si fresa ma si inietta in stampi e da qui prendono il via forme e volumi impossibili da ottenere con la fresatura.

In questi anni iniziano a vedersi i primi occhiali “oversized” dalle forme squadrate e arrotondate ma sempre esageratamente grandi, i più famosi e ricercati erano quelli di Dior, Gucci e Yves Saint Laurent.

Troviamo anche i primi occhiali a mascherina caratterizzati da una forma ampia e avvolgente, erano particolarmente popolari tra i musicisti e i personaggi del mondo dello spettacolo.

 

Negli anni 80′ le forme si rimpiccioliscono e diventano di tendenza forme ovali e rettangolari ma più piccole e avvolgenti ma è sempre il colore ad ispirare i designer del momento. Le montature erano disponibili in una vasta gamma di colori vivaci, come il fucsia, il blu elettrico, il giallo e il verde ma venivano utilizzati anche i colori pastello specialmente nei modelli più leggeri.

Iniziano a vedersi anche  montature con forme geometriche a triangolo o esagono, quadrate, tonde ed anche a forma di cuore alle quali vengono spesso abbinate lenti da sole specchiate nei colori oro, argento, blu o verde che diventano subito un must-have e caratterizzano l’intero decennio.

gli anni 90′ Sono gli anni del “nulla”, tutto diventa trasparente, etereo, essenziale, minimal. Sono gli anni degli occhiali senza montatura, formati solo dal ponte e dalle aste, oppure dalle forme sottilissime in titanio o acciaio per dare il massimo della leggerezza possibile.

Anche il colore è ridotto al minimo, quasi a voler far sparire l’occhiale dal volto e questo è reso possibile grazie ai nuovi materiali utilizzati per le lenti che sono sempre più sottili ed estetiche ma allo stesso tempo molto resistenti.

 

Ipovisione: come aiutare il paziente ipovedente

Il paziente ipovedente ha una riduzione della vista che non può essere corretta con occhiali, lenti a contatto, chirurgia o altri trattamenti convenzionali, questo significa che l’individuo ha una capacità visiva inferiore alla norma, ma non è completamente non vedente.

La condizione di ipovisione può variare da lieve a grave e dipendere da diverse cause come: malattie oculari (retinopatia diabetica, degenerazione maculare, glaucoma) o danni neurologici. L’ipovisione può essere centrale (difficoltà a vedere i dettagli al centro del campo visivo), periferica (ridotta visione laterale) o globale (compromissione di più aspetti della vista, inclusi entrambi i campi centrali e periferici). La gravità può variare ed esistono diverse classificazioni, ma generalmente si parla di ipovisione grave quando la visione non supera i 3/10 con correzione o se la persona non riesce a riconoscere oggetti a distanza ravvicinata.

Quali sono le cause dell’ipovisione?

Le cause dell’ipovisione possono essere diverse e includono sia malattie oculari che condizioni generali che influenzano la vista. Alcune delle cause più comuni includono:

  • Degenerazione maculare legata all’età: Una condizione che colpisce la parte centrale della retina, la macula, e riduce la visione centrale.
  • Glaucoma: Una malattia che danneggia il nervo ottico, portando a una perdita graduale della visione periferica.
  • Retinopatia diabetica: Danno alla retina causato dal diabete, che può compromettere la visione centrale e periferica.
  • Cataratta: Una condizione che rende la lente dell’occhio opaca e riduce la chiarezza della vista.
  • Danno al nervo ottico o al cervello: Traumi o malattie neurologiche possono danneggiare il nervo ottico o le aree del cervello responsabili della visione.

In alcuni casi, l’ipovisione può essere congenita (presente fin dalla nascita), mentre in altri è acquisita nel tempo.

Che differenza c’è tra un paziente ipovedente ed una persona non vedente?

La principale differenza tra ipovedentenon vedente riguarda il grado di perdita della vista. Un ipovedente ha ancora una certa capacità visiva, anche se limitata, mentre una persona non vedente ha una perdita totale della vista. In altre parole, la cecità implica l’assenza totale di percezione visiva, mentre l’ipovisione implica una riduzione parziale della capacità di vedere.

 

Come si può aiutare un ipovedente a vedere meglio?

Esistono diverse modalità per migliorare la qualità della vita di una persona ipovedente, a seconda del tipo e della gravità della condizione:

  1. Occhiali e lenti speciali: Se l’ipovisione è causata da problemi che possono essere corretti con lenti specifiche (per esempio, lenti ingrandenti o occhiali con filtri per la luce), questi possono migliorare la visibilità.
  2. Ausili per ipovisione: Ci sono diversi dispositivi che possono essere utilizzati per migliorare la visione di una persona ipovedente, come:
    • Lenti ingrandenti: Lenti di ingrandimento portatili o da banco che permettono di ingrandire il testo o gli oggetti.
    • Software di lettura dello schermo: Programmi che leggono ad alta voce il testo su computer, smartphone o altri dispositivi.
    • Telecamere con ingrandimento digitale: Dispositivi che catturano l’immagine di un testo o di un oggetto e lo ingrandiscono su uno schermo.
  3. Adeguamenti ambientali:
    • Illuminazione adeguata: Una buona illuminazione è fondamentale per migliorare la visibilità, in particolare per chi ha difficoltà a vedere in ambienti poco illuminati.
    • Contrasti elevati: Utilizzare colori a forte contrasto (come il bianco su sfondo nero) per facilitare la lettura di testi o la visualizzazione di oggetti.

 Parlare di un paziente ipovedente implica considerare non solo gli aspetti fisici e medici della sua condizione, ma anche le implicazioni psicologiche, sociali ed emotive. Essere ipovedenti significa avere una visione ridotta rispetto alla norma, ma ciò non implica necessariamente l’impossibilità di condurre una vita piena e soddisfacente.

 

3. Come vive un paziente ipovedente?

Un paziente ipovedente può affrontare diverse sfide, che variano a seconda del grado di perdita della vista e delle sue condizioni generali. Ecco alcune delle difficoltà più comuni:

  • Difficoltà nella lettura: La lettura di testi scritti può diventare problematica, soprattutto se la persona ha una visione centrale ridotta (come nella degenerazione maculare).
  • Problemi di orientamento e mobilità: La ridotta visione periferica o una vista offuscata possono compromettere la capacità di muoversi in modo sicuro, aumentando il rischio di cadute o di incidenti.
  • Difficoltà nell’interazione sociale: L’ipovisione può limitare la capacità di riconoscere volti, partecipare a conversazioni o interagire con altre persone in ambienti affollati o scarsamente illuminati.
  • Ansia e depressione: La perdita della vista può avere un forte impatto emotivo. Molti pazienti sperimentano una diminuzione della qualità della vita, sentimenti di frustrazione, isolamento sociale, e in alcuni casi anche depressione.

Nel nostro centro ottico ci occupiamo di pazienti ipovedenti da moltissimi anni, siamo stati tra i soci fondatori della Società Italiana Ipovisione e siamo costantemente aggiornati su tutto ciò che il mercato offre, se desideri maggiori informazioni puoi contattarci ai numeri 051 234979 oppure 051 220774  www.otticabolognaveronesi.it  e fissare un appuntamento.

Contattologia pediatrica

La contattologia pediatrica è la branca dell’oftalmologia che si occupa dell’uso di lenti a contatto nei bambini, compresi i neonati. Sebbene le lenti a contatto siano generalmente associate ad adulti e adolescenti, in realtà possono essere una valida soluzione anche per i più piccoli, in particolare quando ci sono condizioni che impediscono una visione ottimale con occhiali tradizionali.

Contattologia pediatrica nei neonati

Nel caso dei neonati, l’uso di lenti a contatto è una scelta clinica che viene presa in situazioni specifiche, e sempre sotto la supervisione di un oculista esperto. Le principali indicazioni per l’uso di lenti a contatto nei neonati e nei bambini piccoli sono:

  1. Patologie oculari congenite:
    • Cataratta congenita: Quando un neonato nasce con una cataratta (opacizzazione del cristallino), l’intervento chirurgico per rimuoverla può essere necessario. Tuttavia, la correzione della visione potrebbe richiedere l’uso di lenti a contatto per ottenere un focus adeguato.
    • Aniridia: Una condizione rara in cui una parte o tutta l’iride è assente, rendendo difficile il controllo della luce che entra nell’occhio. Le lenti a contatto speciali possono aiutare a migliorare la qualità della visione.
    • Cheratocono congenito o altre malformazioni corneali: Le deformità della cornea possono alterare la qualità della visione, e in alcuni casi, le lenti a contatto possono essere usate per correggere la curvatura e migliorare la visione.
  2. Correzione di astigmatismo elevato: I bambini con astigmatismi molto forti potrebbero avere difficoltà a vedere chiaramente con occhiali, in questi casi lenti a contatto rigide o gas permeabili possono essere una soluzione.
  3. Inabilità ad indossare occhiali: I neonati o bambini molto piccoli potrebbero non tollerare gli occhiali per vari motivi (ad esempio, la difficoltà nel mantenere gli occhiali sul viso). In questi casi, le lenti a contatto possono rappresentare un’alternativa pratica.

Vantaggi delle lenti a contatto nei neonati

  • Maggiore campo visivo: A differenza degli occhiali, le lenti a contatto seguono il movimento dell’occhio, non ostacolano il campo visivo laterale e permettono una visione più naturale.
  • Migliore correzione ottica: Le lenti a contatto correggono direttamente il difetto refrattivo sulla superficie dell’occhio, senza l’inconveniente della distorsione visiva che a volte si verifica con gli occhiali.
  • Nessuna dipendenza dalla cooperazione del bambino: Nei bambini molto piccoli, non è necessario che collaborino per indossare correttamente le lenti a contatto come succede con gli occhiali.

Tipologie di lenti a contatto per neonati e bambini

  1. Lenti rigide gas permeabili: Queste lenti, pur essendo più rigide rispetto a quelle morbide, consentono una maggiore precisione nel correggere difetti visivi complessi. Sono adatte per condizioni come il cheratocono o astigmatismi elevati.
  2. Lenti a contatto morbide: Possono essere utilizzate per correggere difetti visivi meno complessi. Alcuni neonati possono anche tollerarle, soprattutto se la cornea è in buone condizioni.
  3. Lenti a contatto terapeutiche: In caso di traumi oculari o malformazioni, alcune lenti possono avere una funzione protettiva, favorendo la guarigione della cornea o proteggendola dall’irritazione.

Monitoraggio e cura

L’uso di lenti a contatto nei neonati richiede una vigilanza costante e un follow-up regolare con l’oftalmologo ed il medico oculista. La cura e la pulizia delle lenti a contatto, così come il controllo periodico della salute oculare, sono essenziali per prevenire infezioni o complicazioni.

Sebbene l’uso di lenti a contatto nei neonati sia relativamente raro, è una pratica che può essere estremamente utile in determinate situazioni. La scelta di intraprendere questa strada deve essere fatta in modo attento e dopo una valutazione accurata da parte di un professionista, per assicurarsi che i benefici superino i rischi e che venga garantita la massima sicurezza e comfort al bambino.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni contattaci al numero 051 234979 oppure 051 220774     info@otticabolognaveronesi.it

 

Come pulire i nostri occhiali

Avere una buona manutenzione dei nostri occhiali da vista e da sole permette di mantenerli in ottime condizioni più a lungo, evitare danni e vederci bene. E’ molto importante usare il metodo giusto per evitare graffi e per ottenere una visione chiara e senza aloni.

1. Lavaggio a mano (metodo migliore)

  • Prima di tutto, lavati le mani: Questo è fondamentale per evitare che polvere, sporco e grasso vengano trasferiti sulle lenti durante la pulizia.
  • Risciacqua le lenti sotto l’acqua tiepida: Utilizza acqua corrente (preferibilmente tiepida) per rimuovere polvere e detriti. Evita l’acqua troppo calda, che potrebbe danneggiare i trattamenti protettivi delle lenti.
  • Usa un sapone delicato: Applica una piccola quantità di sapone liquido neutro (come il sapone per le mani) su entrambe le superfici delle lenti. Evita l’uso di saponi aggressivi, detergenti per piatti o prodotti chimici che potrebbero rovinare i trattamenti delle lenti.
  • Strofina delicatamente: Usa le dita per strofinare le lenti in modo delicato, facendo attenzione a non applicare troppa pressione. Strofina anche il bordo delle montature, dove potrebbe accumularsi sporco.
  • Risciacqua abbondantemente: Dopo aver strofinato le lenti, risciacqua bene sotto l’acqua per rimuovere ogni residuo di sapone.

2. Asciugatura

  • Asciuga con un panno in microfibra: Dopo aver risciacquato le lenti, usa un panno in microfibra pulito per asciugare delicatamente le lenti. Non usare asciugamani, fazzoletti di carta o altri materiali che potrebbero graffiare le lenti. Il panno in microfibra è morbido e progettato appositamente per pulire senza lasciare pelucchi o danneggiare le superfici.
  • Non usare i vestiti: Evita di usare la tua maglietta o altri indumenti per asciugare le lenti, perché possono contenere polvere o sporcizia che potrebbe graffiare le lenti.

3. Pulizia senza acqua (quando sei in giro)

Se non hai la possibilità di pulire le lenti con acqua, puoi usare uno spray detergente specifico per occhiali e un panno in microfibra. Ecco come fare:

  • Spruzza il detergente su entrambe le lenti: Usa un detergente spray specifico per occhiali
  • Strofina con il panno in microfibra: Dopo aver spruzzato il detergente, usa un panno in microfibra pulito per stendere il prodotto e pulire le lenti con movimenti circolari delicati.

4. Evita questi errori comuni

  • Non usare detergenti abrasivi: Evita l’uso di detergenti aggressivi, come quelli a base di ammoniaca o acetone, che possono danneggiare i rivestimenti antiriflesso o le lenti stesse.
  • Non utilizzare carta igienica o fazzoletti di carta: Questi materiali possono contenere fibre o sostanze che graffiano le lenti.
  • Non pulire quando le lenti sono asciutte o polverose: Se le lenti sono polverose, prova a sciacquarle prima con acqua tiepida. Pulirle a secco o con polvere sopra può graffiarle.

5. Consigli aggiuntivi per la manutenzione

  • Conserva gli occhiali correttamente: Quando non li usi, riponi sempre gli occhiali in una custodia rigida per proteggerli da urti o graffi.
  • Evita di lasciare gli occhiali sotto il sole: Esposizioni prolungate al calore o alla luce solare diretta possono danneggiare i rivestimenti delle lenti, non lasciare mai i tuoi occhiali all’interno della macchina in estate sotto al sole.
  • Controlla regolarmente le viti: Se noti che le viti delle tue montature sono allentate passa a trovarci e sistemeremo subito la tua montatura.

Seguendo questi suggerimenti, puoi mantenere le tue lenti sempre pulite e in perfette condizioni e se hai bisogno di una pulizia più a fondo, puoi sempre passare da noi che con il trattamento ad ultrasuoni riusciamo a pulire e sgrassare anche le parti più difficili da raggiungere.

 

Il glaucoma

Il glaucoma è una malattia che provoca danni al nervo ottico ed è una delle principali cause di perdita della vista permanente nel mondo.

Il glaucoma  è spesso associato ad un aumento della pressione intraoculare (pressione all’interno dell’occhio), anche se non sempre, è una patologia progressiva che può danneggiare la vista in modo molto lento e senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali, motivo per cui è importante diagnosticare e trattare il glaucoma tempestivamente.

Cosa causa il glaucoma?

Il glaucoma è legato principalmente a un aumento della pressione intraoculare. La pressione nell’occhio è determinata dalla quantità di umor acqueo (il fluido che si trova all’interno dell’occhio) che viene prodotto e drenato. Se questo fluido non defluisce correttamente, può accumularsi e aumentare la pressione interna dell’occhio. L’alta pressione può danneggiare il nervo ottico nel tempo.

Ci sono diverse forme di glaucoma, ma le due principali sono:

  1. Glaucoma ad angolo aperto (il tipo più comune): È una forma lenta e progressiva di glaucoma, che di solito non presenta sintomi fino a che non c’è una perdita significativa della vista. La pressione dell’occhio aumenta gradualmente a causa di un’ostruzione nel drenaggio dell’umor acqueo, ma l’angolo tra la cornea e l’iride rimane aperto.
  2. Glaucoma ad angolo chiuso (o acuto): È una forma meno comune ma più grave di glaucoma. In questo caso, il drenaggio dell’umor acqueo viene improvvisamente bloccato, causando un aumento rapido e significativo della pressione intraoculare. Il glaucoma ad angolo chiuso  richiede trattamento immediato da parte del medico oculista.

Fattori di rischio per il glaucoma:

Alcuni fattori aumentano il rischio di sviluppare il glaucoma:

  • Pressione oculare alta: L’aumento della pressione intraoculare è il fattore di rischio principale.
  • Età avanzata: Il rischio aumenta con l’età, soprattutto dopo i 60 anni.
  • Familiarità: Se hai parenti stretti (come genitori o fratelli) che hanno avuto il glaucoma, sei a maggior rischio.
  • Problemi agli occhi: Ad esempio, lesioni oculari o interventi chirurgici oculari precedenti possono aumentare il rischio.
  • Diabete e ipertensione: Queste condizioni aumentano la probabilità di sviluppare il glaucoma.
  • Trattamenti a lungo termine con corticosteroidi: L’uso prolungato di farmaci corticosteroidi può aumentare la pressione intraoculare.

Sintomi del glaucoma:

Molti tipi di glaucoma, in particolare quello ad angolo aperto, non presentano sintomi nelle fasi iniziali. Tuttavia, man mano che la malattia progredisce, i sintomi possono includere:

  • Perdita del campo visivo: Solitamente iniziando dalla visione periferica.
  • Visione sfocata o annebbiata.
  • Dolore o pressione nell’occhio (più comune nel glaucoma ad angolo chiuso).
  • Aloni colorati attorno alle luci.
  • Nausea e vomito (nei casi di glaucoma ad angolo chiuso).

Come prevenire il glaucoma:

La prevenzione del glaucoma è principalmente basata sulla diagnosi precoce e sul monitoraggio regolare della salute degli occhi, poiché molti casi non presentano sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Ecco alcuni suggerimenti per ridurre il rischio di sviluppare il glaucoma o prevenirne la progressione:

  1. Controlli regolari della vista: È importante fare esami oculistici periodici, specialmente se hai fattori di rischio (età avanzata, storia familiare, diabete, ecc.). L’esame oculistico completo, inclusa la misurazione della pressione intraoculare, è essenziale per rilevare precocemente il glaucoma.
  2. Monitorare la pressione oculare: Misurare la pressione intraoculare è uno dei metodi più importanti per diagnosticare il glaucoma. Se hai una pressione elevata, il medico può suggerire di monitorarla regolarmente.
  3. Adottare uno stile di vita sano:
    • Controllare il diabete e l’ipertensione: Le malattie metaboliche e cardiovascolari sono fattori di rischio per il glaucoma, quindi tenerle sotto controllo può essere utile.
    • Fare attività fisica regolare: L’esercizio fisico regolare  può ridurre la pressione intraoculare, anche se non esiste una cura definitiva attraverso l’esercizio.
    • Non fumare: Il fumo aumenta il rischio di danni ai nervi ottici.
  4. Proteggere gli occhi: Proteggi i tuoi occhi da lesioni traumatiche, che possono aumentare il rischio di glaucoma.

Come curare il glaucoma:

Il trattamento del glaucoma ha l’obiettivo di ridurre la pressione oculare per prevenire danni al nervo ottico e preservare la vista, poiché non esiste una cura definitiva, il trattamento mira a controllare la malattia e prevenire la progressione. Le opzioni terapeutiche includono:

  1. Farmaci (gocce oculari):
    • I farmaci sono il primo trattamento per ridurre la pressione oculare.
  2. Trattamenti laser:
    • Se le gocce non sono sufficienti, si può ricorrere a trattamenti con il laser.
  3. Chirurgia:
    • Se i farmaci e il laser non riescono a controllare la pressione intraoculare, può essere necessaria un’intervento chirurgico.

Il glaucoma è una malattia grave che può portare a cecità  ma con una diagnosi precoce ed il trattamento adeguato, è possibile controllarlo e preservare la vista. È importante fare controlli regolari presso l’oculista, specialmente se sei a rischio, e seguire le indicazioni del medico per gestirlo in modo efficace ed adeguato.